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lunedì 17 maggio 2010

Così cambierà Piazza Piemonte

Là dove c’è il cemento tornerà l’erba, sarà alzato un podio e verrà collocata in cima una statua di Sassu: il «Cavallo del mare».

La rinascita di piazza Piemonte passa dalla demolizione, tra giugno e luglio, di un terzo dell’ecomostro che porta ai box sotterranei e dalla donazione della scultura al Comune da parte dalla Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares. Il «Cavallo», nel progetto approvato dalla Fondazione e condiviso dal Comune, occuperà la porzione di suolo tolta allo scatolo. Salgono così a quattro le opere di Sassu assegnate al «Parco delle arti» di fronte al Nazionale. Non è ancora sicuro, invece, il destino delle «Tre Grazie» di Salvatore Fiume: la prima ipotesi è stata bocciata dalla Commissione paesaggistica di Palazzo Marino e gli eredi, adesso, ci riprovano con un secondo, e definitivo, schema di intervento. L’autosilo da 600 posti è finito da due mesi. La pensilina è stata colorata di bianco, in tono col Teatro, e aggraziata da un giardino pensile sul tetto: «Il paesaggio è già nettamente migliorato» osserva l’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Da questa settimana si lavora al piano di risistemazione superficiale dell’area. L’assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo, incontrerà la famiglia di Fiume, i legali e l’architetto Umberto Callos Calloni per discutere della nuova ipotesi di studio sul centro di piazza Piemonte: «Troveremo un’intesa — assicura —. E speriamo che la Commissione paesaggistica non blocchi nuovamente l’operazione». L’ultima volta, le «Tre Grazie» si erano incagliate sul frassino in mezzo all’incrocio. Le sculture, conclude Cadeo, «non sono orpelli, ma un contributo fondamentale per la rinascita di piazza Piemonte». Quattro sicure. Forse cinque.
corriere milano
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martedì 4 maggio 2010

Castello Sforzesco, al via 5 anni di restauri

«Sarà pronto per l’Expo»
E' partito il restauro: nuovi servizi, info point e bookshop, un caffè déhor e un ristorante panoramico

Entrando dalla porta principale, sotto la Torre del Filarete, poi a sinistra, in fondo, il cancello è sbarrato perché c’è una rinascita in corso. Da ieri, e per i prossimi cinque anni, il Castello Sforzesco è una fortezza in restauro: i lavori sono iniziati dalla Cortina di Santo Spirito, col recupero di tetto e facciate, prima fase di un intervento complessivo di restyling che vuole «restituire alla città un gioiello rinnovato all’appuntamento con Expo». La rivoluzione è profonda: nuovi servizi, info point e bookshop; un caffè déhor e un ristorante panoramico; l’ex ospedale spagnolo trasformato in sala conferenze; ricostruzione del Rivellino; riallestimento della Raccolta Bertarelli e delle sale museali. L’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, saluta i cantieri con soddisfazione: «Entro quest’estate avvieremo anche il restauro della Cortina Sud, della Rocchetta e della Corte Ducale».

Rispetto agli annunci di partenza siamo in ritardo di otto mesi, ma ci siamo. Ieri si sono visti gli operai e venerdì sarà approvato in giunta il progetto di rifacimento dell’ospedale, l’edificio più «delicato e degradato », ma anche quello che «può riservare sorprese». Il direttore delle Collezioni civiche, un «emozionato» Claudio Salsi, ricorda che «gl’interni non furono riqualificati dal Beltrami tra fine Ottocento e inizio Novecento. Sulle pareti resistono le decorazioni reali e gli stemmi familiari dei Guevara, dei Guzman, dei Padilla e dei Mendoza, le quattro casate d’epoca spagnola. Il restauro potrebbe far affiorare altri dipinti murari cinquecenteschi». L’allestimento della sala convegni è stato appena definito: il pavimento di vetro sarà appoggiato sulla superficie originale, i cablaggi saranno annegati nella sabbia, «innovazione e rispetto della storia».

La rigenerazione del Castello ha due ideologi: l’architetto inglese David Chipperfield e l’italiano Michele De Lucchi, vincitori del concorso internazionale del Comune per la progettazione del «Museo dei musei». La Fondazione Cariplo ci mette gran parte dei fondi, circa 26 milioni di euro, mentre Palazzo Marino finanzia gli interventi di recupero conservativo (12 milioni di euro). Il punto di partenza è un’autocritica: «Il Castello, oggi, è inospitale. Va integrato meglio nella città, avvicinato al pubblico». È un lavoro complesso, ha spiegato De Lucchi, «richiede rispetto della storia, discrezione, ma anche senso della contemporaneità». Equilibrio, ecco. La sintesi che Chipperfield ha cercato nella reinterpretazione del Rivellino di Santo Spirito, l’unico «ampliamento murario» dai tempi del Beltrami, ipotesi già approvata dalla Soprintendenza: nel rudere saranno ricavati un nuovo ingresso turistico, sale espositive sulla storia militare di Milano e un ponte di collegamento alle merlate.
«L’amministrazione dedica oltre il 20 per cento del bilancio complessivo alla cultura — commenta l’assessore Simini —. C’è grande attenzione ai gioielli della città». La Biblioteca d’arte, le collezioni fotografiche e le raccolte extraeuropee del Castello traslocheranno dallo Sforzesco quando sarà completata nella Città delle culture disegnata sempre da Chipperfield nell’ex Ansaldo di via Bergognone: il cantiere della Babele d’arte è aperto, dovrebbe concludersi nel 2011, ma i fondi del Comune coprono solo la prima parte dei lavori.
Corriere Milano
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venerdì 23 aprile 2010

Progetto "La Porta di Milano"

La “Porta di Milano” dello spazio/percorso dell’aeroporto di Malpensa è rappresentata da una soglia virtuale formata da un taglio di luce.

Architetti: Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni, Sonia Calzoni, Giuliana Di Gregorio

I passeggeri in transito varcano il filtro di questa soglia luminosa come se attraversassero un sipario impalpabile, effetto della materializzazione della luce ottenuta da un nebulizzatore ecologico. Le variazioni di geometrie, luci e colori registrano il corso del sole mentre per le ore serali e notturne il taglio di luce è ottenuto con un sistema di illuminazione artificiale.
L’iscrizione “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”, su una pietra collocata nel pavimento del nuovo atrio interno, è parte di un’opera composta da un numero di esemplari recanti questa iscrizione disseminati in un’ampia regione attorno all’aeroporto di Malpensa, a suggerire la molteplicità delle destinazioni. Per identificare la localizzazione di ogni singola pietra è possibile utilizzare il sistema Google Maps.

Il nuovo spazio, nel quale è prevista una zona espositiva, ha un pavimento tracciato di punti luminosi blu come le luci di bordo delle vie di rullaggio dell’aeroporto. La copertura del nuovo spazio accoglie un tetto giardino fiancheggiato da due boschetti di betulle visibile dalla quota degli arrivi.
www.laportadimilano.it
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lunedì 8 marzo 2010

Raggi verdi: Milano verde entro Expo 2015

Raggi Verdi a Milano entro expo 2015

I Raggi Verdi sono un progetto promosso dal Comune di Milano - Settore Sviluppo del Territorio e Settore Arredo, Decoro urbano e Verde per una nuova rete di percorsi pedonali e ciclabili che arricchisce di verde il tessuto urbano: ciò per migliorare gli spostamenti nella città e la vita quotidiana di tutti i cittadini.

Carlo Masseroli, Assessore Sviluppo del Territorio e Maurizio Cadeo, Assessore Arredo, Decoro urbano e Verde così illustrano il nuovo progetto:

"Se nell'immaginario collettivo Milano non è una città verde, il nuovo progetto dei Raggi Verdi diventa fondamentale per la costruzione di una nuova immagine di Milano. Occasione per ripensare la città nella dimensione fisica dello spazio pubblico. Questo significa, ad esempio, che quando si parlerà di verde non si parlerà di singoli frammenti isolati, ma si parlerà di una strategia per la città: di una cerchia verde e di raggi che possano mettere a sistema i Nove Parchi che circondano il territorio urbano milanese con il centro della città. Un progetto per la città, per i suoi cittadini, per Milano in corsa per l'Expo 2015."

I Raggi Verdi saranno spazi lineari ombreggiati da migliaia di alberi, dove sarà possibile passeggiare, oziare, correre, andare in bicicletta godendo del verde già presente e programmato sul territorio urbano: un giardino, una piazza alberata, un parco di quartiere, un grande parco urbano.
Il progetto è nato da AIM - Associazione Interessi Metropolitani con lo Studio Land e con la collaborazione di AISTP, ed è stato proposto al Comune di Milano che lo ha accolto tra i suoi programmi da sviluppare per la città di Milano.
Il progetto prevede all'inizio 8 Raggi Verdi di una lunghezza media tra i 7 e i 12 Km lineari: ogni Raggio, partendo dal centro della città, arriva a uno dei grandi parchi urbani o della cintura milanese.
Comune di Milano
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mercoledì 3 marzo 2010

Progetto Darsena entro 2015

Zoom sul progetto Darsena Milano

La Darsena di Porta Ticinese è un'occasione unica per Milano, la possibilità di costruire nel cuore della città esistente un nuovo sistema di servizi e attrezzature ambientali che consentirà alla città di ridefinire il suo rapporto con la memoria storica e che porterà un ulteriore forte impulso all’attività economica e sociale della città.


Il progetto

L’area interessata, che si estende per circa 100.000 mq, è delimitata a sud da viale Gorizia, a nord da Viale Gabriele D’Annunzio, a ovest da Piazza General Cantore, e a est da Piazza XXIV Maggio, comprendendo via Ronzoni fino alla Conca di Viarenna.

Nella proposta vincitrice, del gruppo Bodin & Associés, l’acqua assume il carattere di grande luogo popolare urbano.

Piazza XXIV Maggio, nota per la porta neoclassica dell’architetto Luigi Cagnola, sarà recuperata all’uso pedonale ed ampliata mediante la realizzazione di un terrapieno a forma di sperone che riprende il tracciato delle vecchie mura spagnole. Lo specchio d’acqua della Darsena verrà prolungato verso l’arco il cui senso urbano di ponte di ingresso alla città potrà essere ripristinato mediante due piccole vasche d’acqua. Tale nuova canalizzazione riporta la sponda settentrionale alla sua configurazione ottocentesca parallela al tracciato delle mura. Il lato in questione è infatti delimitato da un argine murato che divide due percorsi a differenti quote. La sponda settentrionale sarà attrezzata per il passeggio e per la sosta, ma anche per manifestazioni e spettacoli all’aperto.

La sponda meridionale sarà invece ampliata tramite una banchina pavimentata in tavole di legno sospesa sull’acqua. Le due sponde saranno collegate da due ponti pedonali in legno e acciaio, di cui uno sarà mobile. In tal modo viene recuperato lo spazio per ospitare la nuova sistemazione della Fiera di Senigallia.

Piazza Cantore ospiterà un’area attrezzata a verde che sarà estesa fino all’acqua della darsena e fiancheggerà i resti delle mura seicentesche dando vita ad una sorta di orto botanico acquatico.

Il progetto di Bodin prevede anche la realizzazione di un nuovo edificio per il mercato in vetro e acciaio, a cui si avrà accesso mediante piccoli ponti pedonali in legno.
Rendering del parcheggio previsto
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Wi-fi a Milano gratis nel 2015?



L'amministrazione comunale vuole rendere Milano tutta Wi-fi entro il 2015, per l'esposizione universale EXPO
Si tratta di un mega-progetto che prevede l'installazione di migliaia di nuovi hotspot per la rete Wi-Fi in grado di coprire tutta la città, andando incontro alle esigenze di cittadini, studenti, turisti e imprese (Milano è la città italiana con il maggior numero di imprese attive nel campo dell'Ict).

Se infatti la connessione Wi-Fi è oggi disponibile in luoghi e aree definite, si pensa adesso ad estendere la connettività in tutto il territorio milanese.

Il primo passo del progetto Milano Wireless prevede la creazione di 4mila punti di accesso nell'arco di un biennio: le antenne saranno montate sui lampioni e i semafori degli incroci, presso scuole e sedi universitarie, biblioteche, punti di ritrovo di giovani e anziani, centri sportivi, parchi e giardini pubblici e presso le fermate dell'ATM, compresi i tunnel delle linee metropolitane (già cablate).

Gli hotspot, distribuiti in modo omogeneo nelle zone del territorio comunale, dovrebbero quindi essere integrati con la fibra ottica di Metroweb, che già oggi copre il 95% del suolo comunale.

L'intero progetto dovrebbe essere completato, invece, per il 2015, data in cui si svolgerà l'Expo internazionale, evento che Milano si è candidata a ospitare. Per quella data, i punti di accesso senza fili dovrebbero raggiungere quota 14-17mila. "Un numero che non ha paragoni nel mondo", hanno annunciato entusiasticamente i promotori del progetto, facendo riferimento esplicito all'attuale primato di Seoul, che può contare oggi su una rete di 12mila access point.

L'Amministrazione comunale ha già stanziato i primi fondi come parte della candidatura a ospitare l'Expo del 2015. Parte dei costi, inoltre, potrebbe essere coperta tramite accordi con Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord Milano, per le antenne da piazzare in prossimità delle stazioni ferroviarie. La rete Milano Wireless consentirà, inoltre, di migliorare i servizi di e-government, in particolare nella gestione del traffico e nella fornitura di informazioni su servizi sociali, scuola e sanità.
Per adesso ci dobbiamo accontentare dei locali abilitati al servizio Bitage free wifi.
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martedì 2 marzo 2010

Alberi e verde, rinasce Buenos Aires


Ottanta piante nella via dello shopping
Una pietra sul passato. Una beola chiara, granitica, da salotto buono: lastricherà il nuovo corso Buenos Aires. La rivoluzione della quarta arteria europea dello shopping parte dal basso: sui marciapiedi.


Saranno ridisegnati con «pavimentazioni di pregio» e sui percorsi allargati e ripuliti dai pali troveranno posto aiuole, fioriere, cestini, panchine, tavolini e seggiole dei bar, rastrelliere per bici e moto.Il progetto di restyling è pronto, discusso e condiviso con negozianti e comitato dei residenti. Parte dal basso e punta in alto: la nuova illuminazione pubblica sarà sospesa, con luci bianche e fari a proiezione diffusa.Costo totale 11 milioni di euro.
Complimenti a Palazzo Marino per il progetto.
Speriamo si realizzi il restyling della via commerciale, per riportarla ai vecchi fasti di inzi '900:


La domanda sorge spontanea: Dove prenderanno i soldi per poter effettuare questo progetto?
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sabato 27 febbraio 2010

Darsena e scandali



Quello della Darsena è una vegogna senza fine.
Il Comune ha licenziato dagli incarichi la Darsena S.P.A e questi ricorrono al tar,bloccando ogni sorta di cosa per altri mesi e mesi cestinando pure il progettino della zattera galleggiante.
Non si sa cosa sia peggio...le varie amministrazioni locali di questi anni non competenti o i costruttori di parcheggio(che ricordiamo,è lo stesso di quello di XXV Aprile) che non hanno mai tirato fuori un progetto al comune.
Aspetteremo il 31 Marzo,un mese è ben poco,rispetto gli ultimi 40 anni. Continua...