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sabato 1 maggio 2010

Alla Darsena ruspe e spazzini

Il sindaco: «È finito un incubo»

«É un giornata storica». Di più. «Per me è finito un incubo, era un’angoscia vedere l’area ridotta così». Il sindaco fa doppia festa sui Navigli. Arriva alle dieci del mattino e dopo quattro anni riprende in mano le «chiavi» della Darsena, dopo una battaglia legale con i concessionari che dovevano realizzare il maxi-parcheggio. Fa un veloce sopralluogo con l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini mentre i mezzi dell’Amsa iniziano a ripulire (e vanno avanti fino alle otto di sera) l’area trasformata nel tempo in una discarica a cielo aperto. A mezzogiorno inaugura qualche centinaio di metri più in là, lungo il Naviglio Grande a NavigaMi, che segna il ritorno dopo cinquant’anni di un salone nautico a Milano. Cinquanta barche ancorate lungo il canale che si trasforma fino a domani in un porto in città.
«Finalmente - sottolinea Letizia Moratti - dopo anni di attesa il concessionario», presente ieri mattina, «ci ha riconsegnato la proprietà della Darsena, sono felicissima perchè ora possiamo pulirla e riqualificarla». Si può parlare del futuro, anche se precisa che «stiamo valutando le ipotesi con la sovrintendenza, ci sono resti archeologici che andranno restaurati e valorizzati, sarà una zona fruibile per i cittadini con verde e possibilmente con acqua almeno per una parte. Mi piacerebbe che fosse visibile anche il fondo ligneo originale». Ma non si sbilancia sui costi del restyling, «investiremo quello che sarà necessario, assicuro che tornerà presto alla bellezza e al decoro che merita».
Lo scorso 16 ottobre il Comune aveva disposto la decadenza del contratto stretto nel 2004 con Progetto Darsena spa, che doveva realizzare il silos fermato prima dalle indagini archeologiche («ma il concessionario non ha mai consegnato i rilievi alla sovrintendenza» fa sapere Simini) e poi dai ricorsi. Al Tar della Lombardia lo aveva presentato anche la società, per sospendere l’atto di Palazzo Marino, ma la scorsa settimana i giudici lo hanno respinto e ieri l’area è stata formalmente restituita al sindaco. In un mese i tecnici di Metropolitana Milanese faranno gli accertamenti per verificare lo stato delle sponde e del fondale, dopodichè il Comune potrà decidere se rimettere l’acqua nel bacino o trasformarlo in un’area verde con servizi per i residenti e i bambini. «Procederemo gradualmente» precisa il sindaco. Su tutta l’area intanto sarà previsto un piano di illuminazione inizialmente per metterla in sicurezza e quando partirà il restyling per creare anche soluzioni scenografiche. La parte che confina con viale Gorizia la prossima settimana verrà ricoperta di terra in modo da piantare subito alberi e vegetazione.
La riconquista della Darsena viene festeggiata quindi insieme al ritorno del salone nautico a Milano. Fiore all’occhiello, lo scafo di «Azzurra», vincitrice nel 1983 della America’s Cup, ormeggiato lungo il Naviglio Grande accanto a imbarcazioni fino a 12 metri. L’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Cattaneo ricorda che la Lombardia conta «seimila chilometri di coste interne e 183 porti, riscopriamo la vocazione della nostra regione alla navigazione e l'importanza delle vie d'acqua, anche in vista dell'appuntamento con l'Expo 2015, quando verrà riaperta l'idrovia Locarno-Milano-Venezia».
Il Giornale
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mercoledì 28 aprile 2010

Bikemi, Inizia la fase due

Dopo il grande successo ottenuto con la prima fase del progetto, il Comune di Milano, in collaborazione con ATM, ha deciso di dare il via alla fase 2 del servizio di bike sharing meneghino

commissionando a Clear Channel, gestore esclusivo di BikeMi, l’installazione di 100 nuove grandi stazioni.
La fase 2, in corso di attuazione, prevede l’allargamento dell’area di utenza dalla Cerchia dei Bastioni fi no alla Cerchia Filoviaria 90/91. Le nuove postazioni avranno una maggiore capienza, in quanto saranno dotate ciascuna di 33 stalli e 22 biciclette. La prima stazione di questa nuova fase verrà inaugurata il 9 maggio 2010, in occasione della 1ª Giornata Nazionale della Bicicletta, indetta dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con ANCI e ANCMA.
Per questa giornata, all’insegna della mobilità ecosostenibile, la città di Milano ha deciso di chiudere al traffi co motorizzato l’intero centro storico (Cerchia dei Bastioni) per organizzare una serie di eventi tra cui la più grande caccia
al tesoro in bicicletta mai realizzata www.eco-bike.it
Il completamento dei lavori di installazione delle 100 nuove grandi stazioni BikeMi è previsto per l’autunno 2010.
Con la fase 2, vedremo circolare per il capoluogo lombardo 3.650 bici su 200 punti di aggancio.
Per essere sempre aggiornati sulle iniziative BikeMi, nonché sull’installazione e sulla dislocazione delle nuove postazioni, vi invitiamo a visitare la sezione “Notizie” del sito web www.bikemi.it
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sabato 24 aprile 2010

La Darsena ritorna a Milano dopo 5 anni

Per chi non lo avesse letto, ripropongo un vecchio articolo di un paio di mesi fa , la buona notizia per il momento è arrivata : il TAR ha dato ragione al Comune ritenendo la Darsena S.P.A non competente in materia.

Ma non finisce qui,la società che dopo un lustro sembra sia partita solo adesso in XXV Aprile,vuole fare un ulteriore e ultimo ricorso al Consiglio di Stato,non conoscendo la parola vergogna.
Questo ipotetico ricorso bloccherebbe il lavoro definitivo che il Comune vorrebbe fare (si parla di 26 mln,con sponsorizzazione),e momentanamente si pensa solo ad uno stanziamento minimo,per valutare la impermeabilizzazione delle paratie e fondo,di circa 500.000/1 mln : poca roba.
Ricordiamo però che ancora la Darsena risulta nel Piano Parcheggi,una cosa da non sottovalutare.
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giovedì 22 aprile 2010

La Darsena torna ai milanesi

Il Sindaco Moratti: "Restituiamo l'area alla città. Subito i lavori di riqualificazione". L'assessore Simini: “Con la sentenza esecutiva accertamenti sullo stato delle sponde e dell’area”

Con la sentenza odierna la 1ˆ sezione del Tar Lombardia si è pronunciata respingendo il ricorso proposto dal Progetto Darsena s.p.a. per l’annullamento del provvedimento del Comune di Milano. L’Amministrazione, in data 16 ottobre 2009, aveva infatti disposto la decadenza dell’aggiudicazione con conseguente risoluzione, per inadempimento del concessionario, della convenzione sottoscritta in data settembre 2004 per la progettazione, costruzione e gestione di una parcheggio pubblico sotterraneo tra viale Gorizia e viale Gabriele D’Annunzio.
“Questo – ha commentato il Sindaco Letizia Moratti – è un giorno importante per Milano e i suoi cittadini. Inizieremo a lavorare subito per restituire la Darsena alla città. La sentenza del Tar conferisce una vittoria importante all’Amministrazione che si è spesa con grande impegno per riconsegnare quest’area, patrimonio storico della città, ai milanesi. Un’area di grande valore alla quale daremo finalmente il decoro che merita”.
“La sentenza di merito – ha affermato l'assessore ai Lavori Pubblici e Infrastrutture Bruno Simini – quindi esecutiva, del Tar Lombardia, respinge il ricorso del concessionario del parcheggio in Darsena e corona così il lavoro di tanti mesi, premiando un metodo che, da quando è stata istituita la Direzione Parcheggi due anni fa, è basato su chiarezza, trasparenza e rigore. Il Comune ha atteso rispettosamente il pronunciamento del Tribunale prima di rendere esecutivo il proprio provvedimento. Ma da oggi il concessionario non ha più alcun titolo per detenere l’area e si potrà finalmente voltare pagina”.
“Abbiamo atteso invano – ha proseguito Simini - per dei mesi una soluzione progettuale accoglibile. Alla fine siamo stati costretti a scegliere una soluzione radicale per il bene della città, perché non si poteva più aspettare”.
“In questi mesi – ha reso noto l’assessore - abbiamo lavorato a predisporre un progetto di riqualificazione e bonifica che possa finalmente restituire decoro a un’area importante della città che, nonostante i ripetuti appelli sia da parte nostra sia da parte di istituti ancor più autorevoli, è stata abbandonata all’incuria e al degrado. Da oggi non sarà più così”.
“Procederemo - ha concluso Simini – sin da subito con approfonditi accertamenti sullo stato delle sponde e dell’area, per verificare ogni ipotesi di intervento e poter scegliere la soluzione migliore e più rapida possibile”.
www.comune.milano.it
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Milano, Progetto Museo Del Novecento

Descrizione del progetto
Il Comune ha individuato nell’Arengario lo spazio migliore per allestire un Museo delle Arti del Novecento.

In particolare vi si vorrebbe collocare le collezioni civiche che, esposte dal 1984 al 1999 nella sede provvisoria al Palazzo Reale, comprendono oltre tremila opere che documentano attraverso autentici capolavori, i percorsi principali dell’arte italiana dell’inizio del secolo fino ai primi anni ottanta: dal Futurismo alla Metafisica, al Novecento, ai gruppi di Milano, Roma e Torino, fino all’arte Povera e alla Transavanguardia. Pellizza da Volpedo, Boccioni, Modigliani, De Chirico, Martini, Sironi, Fontana sono solo alcuni dei tantissimi artisti che saranno presenti nel Museo con le loro opere.
L’Arengario, costruito negli anni Trenta su progetto degli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini, decorato in facciata con gli altorilievi di Arturo Martini, è stato individuato come sede di interesse architettonico, significativa e coerente con la destinazione a museo.

Caratteristiche del progetto
Il concetto generatore del progetto si fonda su alcuni obiettivi: organizzare all’interno del contenitore storico restaurato un sistema distributivo semplice e lineare; restituire un’immagine forte e al tempo stesso attraente all’edificio, così da trasformarlo in uno dei luoghi privilegiati del centro cittadino.

Nello spazio verticale della torre viene inserito un sistema di risalita verticale

con una rampa a spirale che dal livello della metropolitana raggiunge la quota della terrazza monumentale affacciata su Piazza del Duomo e Piazzetta Reale. La spirale vetrata, “tubo catodico” della comunicazione del Museo del Novecento, è il fulcro del percorso espositivo, semplice e lineare, che prende l’avvio dal celebre "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo e si dipana per i quattro livelli del corpo edilizio prospiciente via Marconi, fino ai due nuovi livelli che prendono il posto delle strutture soprastanti la Sala delle Colonne.
Tre nuovi ingressi danno accesso al museo: il passaggio coperto di collegamento con piazzetta Reale; il mezzanino della metropolitana; lo scalone monumentale esterno che, attraverso la terrazza loggiata, dà accesso alla caffetteria, raccolta in una sorta di conchiglia acustica.

L’allestimento delle sale si basa su un sistema di pareti mobili (roomscape) che consente estrema flessibilità, mentre il sistema illuminotecnico è attentamente gestito, sia attraverso l’uso di materiali che consentono il filtro meccanico della luce che con il controllo elettronico della dimmerizzazione. Al nuovo museo si affiancheranno, nel secondo piano di Palazzo Reale, gli spazi dedicati alle prestigiose collezioni Jucker, Vismara, Marini, in precedenza ospitate nella Villa Reale sempre a Milano, che adesso è sede del Museo dell'Ottocento.
Vi è poi un’attitudine particolare nell’interpretare la funzione museografica in senso moderno, con una attenzione alla gestione, al rapporto col pubblico, ai momenti didattici. Gli spazi infatti sono integrati in varie occasioni (percorsi, punti di sosta, sistema delle risalite con scale mobili) da strutture che hanno lo scopo di avvicinare il pubblico, rendere possibili momenti di approfondimento e, in conclusione, rendere il museo un luogo confortevole e amabile.
Il progetto propone inoltre una particolare soluzione del cortile interstiziale che affaccia sul fianco del palazzo Reale, immettendo un sistema di risalite, con scale mobili, da cui il visitatore potrà apprezzare da vari punti di vista l’architettura quattrocentesca di palazzo Reale. Questo cortile, inoltre, consente un accesso da piazza Diaz e di fatto crea un pittoresco percorso di attraversamento verso la piazza del Duomo.
Inaugurazione Novembre 2010
Dove si trova?
Site Web
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mercoledì 21 aprile 2010

Milano, Progetto Iso Museo

Progetto di recupero dell' area ex ISO-Rivolta a Bresso, Milano
realizzato dall’Architetto Marco Cesana

L'idea
Riscoprirsi custodi di una grande realtà che in tutto il mondo è conosciuta ed apprezzata. Rivivere l'emozione di essere quella Maranello lombarda, che con le sue vetture faceva sognare grandi e piccoli. Questo è quanto sta alla base della nostra idea che amiamo chiamare "Iso Museo".

La Iso
La vicenda della Iso si rivela subito straordinariamente ricca. L'azienda fondata da Renzo Rivolta, diviene parte stessa del paese; le attività produttive che si susseguono negli anni in un'affascinante evoluzione che dai frigoriferi, attraverso le moto e le Isetta, raggiunge il suo culmine nelle gran turismo, divengono al tempo stesso fonte di occupazione e quindi salario e sostentamento per le famiglie, ma anche motivo di orgoglio e soddisfazione per coloro che con il proprio lavoro si sentono consapevolmente parte di una grande realtà non soltanto industriale. Ciò spiega perché le sfide imprenditoriali lanciate dai Rivolta, raccogliessero il sostegno e l'impegno di un intero paese che ne diveniva partecipe offrendo le proprie energie lavorative. Imprese sportive, progetti straordinari, nomi prestigiosi, ammiratori e "fans" in tutto il mondo, arricchiscono questa "favola moderna" di un ulteriore fascino che oggi sta tornando sempre più a brillare.

L'esigenza
Attualmente, in una fase di lento ma significativo cambiamento, Bresso riscopre l'esigenza di essere città sempre più vivibile ed a misura d'uomo. Tutelare gli spazi verdi senza cancellare i segni di un passato che racchiude un ricco patrimonio culturale, tecnico e stilistico di grande interesse didattico per le presenti e future generazioni, è una possibilità reale che oggi ci si presenta d'innanzi. Una grande opportunità per una Bresso che vuole rinascere.

Il Museo
Immagina un grande scrigno nel quale scoprire gli affascinanti gioielli a motore nati a Bresso ed ammirati nel mondo. Immagina poi che questo scrigno sia lo stesso luogo dove quei veicoli innovativi, eleganti, preziosi, capaci di segnare il costume e lo stile di un'epoca, furono concepiti e realizzati. Un Museo che propone la sua stessa struttura quale straordinario documento storico, a cornice di quanto esso racchiude. Una finestra su una realtà importante di quella Bresso che, fin dal primo dopoguerra, da piccolo centro agricolo si trasformava in grossa cittadina industriale.
Maggiori informazioni dal sito dell'architetto
http://www.marcocesana.it/
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martedì 13 aprile 2010

Un progetto per la parte sud di Milano

Il progetto prevede la valorizzazione di un’area strategica in fase di sviluppo come quella di Rogoredo-Montecity-SantaGiulia

Il complesso di via Pestagalli45 è un progetto Mixed Use che struttura edifici con funzione di terziario-direzionale intorno ad un’area commerciale di 9.000mq ed una torre a destinazione ricettiva di circa 5600mq. Il progetto valorizza l’area strategica a Sud-Est di Milano che, grazie alle trasformazioni delle infrastrutture, ai grandi interventi di Rogoredo-Montecity-Santa Giulia e al potenziamento dei trasporti, potrà diventare una delle principali aree a destinazioni terziario – amministrative della città.
La stazione di Rogoredo, già oggi stazione dell’Alta Velocità, è diventata la vera Porta Sud di Milano: grazie al sistema del passante ferroviario, alla linea metropolitana, alla vicinanza all’Autostrada del Sole e alla tangenziale Est, è uno dei principali nodi di interscambio della città e del Nord del paese.

L’intera area è oggetto di una radicale trasformazione urbanistica e la città ha dato avvio ad un ulteriore processo di investimenti infrastrutturali: il grande Progetto Santa Giulia è in fase di attesa, mentre nell’intorno si sono conclusi diversi sviluppi residenziali e centri direzionali, come la nuova sede italiana di Sky. I moderni quartieri di Rogoredo-Montecity e Santa Giulia si collocano in un contesto in continua trasformazione in cui il complesso Pestagalli45, nascendo dalla trasformazione di un’area industriale e ridisegnando un tassello di città ad oggi mancante, è in grado di ricucire il tessuto urbano della zona oggi di fatto incompleta.

Gli spazi di relazione generano percorsi dinamici e relazioni urbane. Pestagalli45 si distingue per l’offerta di spazi protetti ed accoglienti. Gli accessi all’area sono contraddistinti da importanti spazi pubblici e luoghi di incontro: l’ingresso da via Manzù è una piazza urbana concepita per facilitare il collegamento con il quartiere e come spazio di aggregazione sociale e di relazione con il contesto esterno. Gli ambiti direzionale e commerciale, condividendo gli spazi all’aperto ad uso pubblico, mostrano un linguaggio comune: materiali, rapporto tra le masse, trasparenza e verde urbano dialogheranno per trasmettere accoglienza, apertura verso l’esterno e relazione.

Riconoscibilità. Il complesso dialoga con le volumetrie del contesto: il fronte occidentale in direzione del nuovo quartiere di Rogoredo – Montecity si mostra con un’unitarietà di linguaggio unica e dinamica dove il profilo basso dei volumi delle strutture commerciali caratterizzate dal tetto verde, si eleverà in corrispondenza della torre di via dei Pestagalli, segno distintivo unico del complesso e visibile fin dall’uscita della metropolitana.
Il progetto è a cura di Lombardini22, così come loro sono i testi e le foto.
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mercoledì 7 aprile 2010

Milano Porta Nuova: affidati 200 mln di lavori

Nuovi passi per la maxi-riqualificazione urbana “Porta Nuova” a Milano.

Hines Italia ha affidato oltre 200 milioni di euro di lavori. Si tratta della realizzazione degli interventi residenziali a firma di Stefano Boeri, Caputo Partnership, Arquitectonica, Lucien Lagrange, M2P, e del terziario progettato da William Mc Donough.
Il maxi intervento di trasformazione urbana, promosso dal Gruppo Hines, interessa i tre quartieri milanesi Garibaldi Repubblica, Varesine e Isola. Il volto di Porta Nuova nasce dalla connessione dei tre masterplan per le aree Garibaldi-Repubblica, Varesine e Isola, sviluppati rispettivamente dagli studi Pelli Clarke Pelli Architects, Kohn Pedersen Fox Architects e Boeri Studio. Nel 2008 veniva dato il via agli uffici progettati da Cesar Pelli. Oggi il semaforo verde è per un grosso blocco residenziale. Si tratta di due lotti, rispettivamente per Porta Nuova Isola e Porta Nuova Varesine.
Affidato alle cooperative Unieco e Cmb, il lotto Porta Nuova Varesine (oltre 40mila mq di slp) include 9 edifici residenziali progettati dallo studio Arquitectonica di Miami e dagli studi italiani Caputo Partnership e M2P, oltre alla torre residenziale Solaria, che raggiungerà un’altezza di 157 metri diventando l’edificio abitativo più alto di Milano.
Il lotto Porta Nuova Isola comprende 29mila mq di slp e prevede la costruzione delle due torri di Bosco Verticale firmato da Boeri Studio, un edificio per uffici progettato da William Mc Donough, e le residenze di edilizia convenzionata progettate dal francese Lucien Lagrange nello stile tradizionale del quartiere Isola. Ad aggiudicarsi i lavori per questo secondo lotto è l’impresa altoatesina Zh General Construction Company, aggiudicataria anche del lotto residenziale previsto a Porta Nuova Garibaldi destinato a collegare l’attuale Corso Como alla piazza progettata da Pelli Clarck Pelli Architects.
Torre Solaria si compone di tre ali distinte che si ricongiungono in un nucleo centrale dal quale penetra la luce naturale; scelta che garantisce ad ogni residenza una tripla esposizione verso l’esterno. All’interno saranno realizzati serramenti a tutta altezza per il massimo il comfort e isolamento acustico, spaziosi soggiorni con ampie vetrate che si affacciano sulle terrazze, aree di servizio dotate di lavanderia, bagno, ripostigli e armadiature, aree padronali indipendenti con affaccio sulle terrazze.
Gli spazi esterni sono stati pensati come naturale estensione dell’appartamento. Ogni residenza è dotata di ampi balconi a doppia altezza: veri e propri giardini con una disposizione irregolare per tutelare la privacy dei residenti. I parapetti sono in vetro acidato con trasparenza progressiva per garantire sicurezza e privacy senza rinunciare al panorama. Ad uso esclusivo delle tipologie duplex e triplex è prevista la realizzazione di roof garden e predisposizione impiantistica per piscine e vasche idromassaggio.
L’edificio è inoltre dotato di spazi multiuso riservati ai residenti e ai loro ospiti: sala per feste private, sala home theatre con maxischermo, sala biliardo, sala lettura, area gioco bimbi, area per la pratica dello yoga, area attrezzata per meeting di lavoro.
Progettate da Dolce Vita Homes, le aree comuni comprendono inoltre: conciergerie diurna e notturna, area carico/scarico per auto con accesso diretto all’ingresso dell’edificio, area riservata per la posta, area di comodità per appoggio passeggini, area parcheggio biciclette, area accoglienza e attesa ospiti. Tutte le aree comuni sono dotate di pavimenti in gres porcellanato laminato di grande formato, rivestimenti in resina, bancone centrale reception rivestito in gres con piano in cuoio, lobbies ai piani con foro scenografico sui piani inferiori e vetrate panoramiche sull’esterno.
archiportale.com
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giovedì 1 aprile 2010

Milano, la città con stile

Semaforo verde al Piano Qualità Urbana. Cadeo: “Milano sarà più bella e più funzionale“. Riordinati gli arredi e i sistemi verdi. Un manuale con le linee guida.

La Giunta comunale ha approvato il Piano della Qualità Urbana che contiene le indicazioni per l’incremento del verde cittadino, il riordino dei manufatti di arredo urbano, la tutela e la valorizzazione di ambiti monumentali e di pregio. Il documento è corredato da un “abaco" degli arredi e dei sistemi verdi e da un manuale per la pianificazione e costruzione dei “Raggi Verdi".
“Il Piano della Qualità Urbana – spiega l’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo - è un documento complesso che ha richiesto un grande impegno. Il lavoro è iniziato nel 2007 con un censimento dell’esistente ed è arrivato a definire i criteri e gli oggetti d’arredo per la città". “L’obiettivo del piano è ambizioso – aggiunge l’assessore - da un lato procedere al riordino dell’esistente, dall’altro proporre soluzioni per il futuro".
“Era necessario stabilire delle linee guida affinché, nella costruzione del verde e del grigio in città, si raggiungano obiettivi di qualità fondamentali per una grande metropoli come Milano che, grazie a questo Piano, diventerà più bella e più funzionale".
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giovedì 25 marzo 2010

Progetto V33 a Milano

Nella zona di Porta Garibaldi, nell'affascinante quartiere dell'Isola a due passi dal Nuovo Parco di Porta Nuova e in corrispondenza della futura fermata M5 di Isola, si colloca il Progetto di V33.

Milano è un camaleonte che non conosce pause, una città in continua trasformazione ed evoluzione.Anche la zona di Porta Nuova, trascurata da decenni,è ora in fibrillazione e darà vita ad un polo economico e culturale.E lì sta sorgendo il V33, il nuovo progetto firmato dallo studio Hobag, in via volturno 33, nello storico quartiere Isola di Milano.Leggerezza, slancio verso l'alto: queste le prime impressioni che vengono alla mente osservando il V33.

Il nuovo edificio, che sviluppa la struttura a torre preesistente, è stato concepito in sintonia con l'ambiente circostante rinnovando il senso di verticalità con richiami all'architettura razionalista milanese degli anni '50-'60.

Con i suoi eleganti appartamenti, le piccole terrazze progettate per preservare la privacy e il girdinetto comune al piano rialzato, il V33 è una vera isola di stile e comfort nel cuore di un quartiere vivo e pulsante.
Studio Hobag
Zona del progetto
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Riqualificazione edificio Ferrante Aporti, Milano

Milano:Zoom sulla riqualificazione dell'ex palazzo delle poste

Il progetto prevede la riqualificazione dell’immobile ex Poste adiacente la Stazione Centrale di Milano sito tra Piazza Luigi di Savoia, via Ferrante Aporti, Via Soperga e Via Luigi da Palestrina, avente una superficie lorda di circa 44.000 m2 e composto da 6 piani fuori terra e due piani interrati in un palazzo con uso prevalente a uffici.

La riqualificazione prevede di destinare circa 26.000 m2 (commerciali) ad uso uffici con una piccola porzione ad uso commerciale al piano terra. E’ previsto un elevato standard qualitativo dell’intervento che sarà caratterizzato da:

- nuovi impianti di riscaldamento/condizionamento, impianti elettrici, nuove finestrature e coperture;
- nuovi controsoffitti e pavimenti flottanti nelle aree uffici e nei servizi
- suddivisione in differenti sezioni dell’immobile al fine di poter essere garantito l’utilizzo da parte di più affittuari, ciascuno con un proprio ingresso indipendente (con elevata qualità delle finiture e nuovi impianti elevatori)
- realizzazione di nuovi livelli all’interno dei corpi di fabbrica esistenti caratterizzati da notevoli altezze
- realizzazione di nuove aperture al fine di incrementare il livello di illuminamento naturale, pulitura delle facciate e ripristino delle coperture.
Fine Lavori: 2010
Dove si trova
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venerdì 12 marzo 2010

Progetto CityLife

Zoom sul progetto Citylife in corso di realizzazione a Milano, entro 2015

Il progetto in breve

E' uno dei progetti con il più forte impatto visivo per via dei suoi tre grattacieli che portano tre firme d'autore come quelle di Hadid, Libeskind e Isozaki. Il progetto si inserisce nella riqualificazione dell'area ex-fiera, che è stata lasciata in seguito allo spostamento delle attività fieristiche nel nuovo polo di Rho-Pero firmato da Massimiliano Fuksas.

Si tratta di un progetto di respiro internazionale che assurge a simbolo della civiltà globalizzata. È quanto si evince dalle parole dello stesso Libeskind, che ritiene il progetto rappresenti “Milano come portale per l’Europa”. Idea che intende suggerire una molteplicità di funzione ed una connettività del sito all’interno di un autentico quartiere. È questa l’idea che sarebbe alla base della progettazione del parco: vasti spazi pubblici insieme ad aree di svago e gioco attorno alle residenze. Le tre torri sono invece destinate a diventare uno dei nuovi simboli della città nel mondo, come è stato dimostrato dal forte interesse che il progetto ha destato anche all'estero.


Caratteristiche del progetto

Il progetto vincitore prevede la realizzazione di un parco di 90.000 mq (attraversato da un naviglio), il Museo dell'Arte Contemporanea (firmato da Daniel Libeskind). Lo spazio restante sarà dedicato a palazzi residenziali (1.300 appartamenti per una superficie di circa 140.000 mq con palazzi alti anche 20 piani) e ai tre grattacieli principali già ribattezzati il dritto, lo storto, il curvo:

- Il dritto

Architetto: Arata Isozaki.
Caratteristica principale: l'edificio è un parallelepipedo perfetto.
Altezza: 218 m.

- Lo storto

Architetto: Zaha Hadid.
Caratteristica principale: l'edificio è ritorto su sé stesso.
Altezza: 185 m.

- Il curvo

Architetto: Daniel Libeskind
Caratteristica principale: l'edificio è curvo a forma di vela.
Altezza: 170 m.
Site web
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mercoledì 10 marzo 2010

Cittadella del cinema a Milano entro il 2015

Zoom sulla riqualificazione del complesso Ex Manifattura Tabacchi a Milano

Il Progetto

L’intervento di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Milano, situato tra Viale Fulvio Testi-Viale Suzzani-Via Esperia-Via S. Monica in un area di circa 80.000 mq e in prossimità della grande area della Bicocca, prevede l'insediamento di edifici dedicati sia a funzioni private che pubbliche.

Per quanto riguarda la parte pubblica si tratta anche del progetto della Cittadella del Cinema e della Cultura che prevede l'insediamento di un Centro Sperimentale di Cinematografia per la fiction e la pubblicità (unica scuola di eccellenza cinematografica in Italia) nonché le Scuole Civiche del Cinema e un Polo cine-audio-visuale.
Rendering dell'area:

L’area, di proprietà della jv Pirelli RE/Fintecna (con una quota del 50% ciascuno) che agisce in qualità di developer, ha un’estensione di circa 83.700 mq e prevede
l’insediamento di un mix di funzioni private e pubbliche: circa 54.000 mq sono destinati afunzioni private - residenza per circa 33.000 mq, commercio per circa 8.500 mq, destinazionicompatibili per circa 6.500 mq- e oltre 29.000 mq a funzioni pubbliche.

Un’importante serie di funzioni pubbliche troverà spazio nel cuore centrale del comparto, esull’asse della Galleria Centrale: il Centro Sperimentale di Cinematografia per la fiction e la pubblicità, l’unica scuola di eccellenza cinematografica in Italia; le Scuole Civiche del Cinemae un Polo cine-audio-visuale della Regione Lombardia, che configureranno una piccola Cittadella della Multimedialità. Tra le funzioni di interesse generale, anche un centro
anziani del Comune di Milano, un asilo, la caserma dei Carabinieri (già presente nell’area),residenze per studenti e strutture ricettive. E’ prevista inoltre la realizzazione di un fabbricato di edilizia residenziale convenzionata e di parcheggi.
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lunedì 8 marzo 2010

Grattacielo Lombardia, la nuova sede regionale

Zoom sul progetto del Palazzo Lombardia, in corso d'opera (fine prevista tra 7 mesi) L'area dove sorge il progetto



Il progetto
Un progetto ambizioso quello della nuova sede che, secondo la tabella di marcia, dovrebbe essere pronta nel 2010 e consentire un risparmio di almeno 3 milioni di euro all'anno rispetto alle spese attuali per gli affitti.
L'opera sorgerà nell'area di 33.700 metri quadrati, compresa tra le vie Melchiorre Gioia, Restelli, Algarotti e Galvani, costerà 175 milioni di euro più Iva. Ad aggiudicarsi la realizzazione dell'opera è stato un gruppo d'imprese composto da Pei Cobb Freed & partners di New York, Caputo partnership e Sistema Duemila, entrambi di Milano. Pee Cobb Freed & Partners ha realizzato, tra gli altri, i progetti per il Grand Louvre di Parigi, la National Gallery of Art di Washington, la Fountain Place di Dallas.

Il progetto prevede la torre di 160 metri, la più alta in Italia e la Piazza delle città lombarde. Ispirandosi all'armonia prodotta dall'accostarsi e dall'allontanarsi dei crinali dei monti lombardi, il progetto propone quattro edifici ad andamento sinusoidale e una torre di 160 metri.

Al centro la grande piazza delle città lombarde, completamente coperta da una volta trasparente, alla quale si affiancano altre due piazze che aprono verso via Melchiorre Gioia e via Pola.
Altri spazi sono anche destinati a funzioni sociali , sale di ascolto per la musica e luoghi di dibattito. Il complesso, insomma, intende disegnare un "pezzo di città" che, oltre a ospitare le funzioni di Governo, può essere abitato, attraversato, visitato, fruito dai cittadini.


Il complesso urbanistico è caratterizzato da un'area interamente pedonale ,costituita da un sistema di piazze interne che collegano le attività commerciali al servizio dell'intera città.
Ristoranti, edicole, asilo, auditorium, caffè, librerie spazi espositivi, palestra, negozi agenzie di viaggio, ufficio postale e ufficio vigilanza di quartiere, sono alcuni dei servizi di cui potranno usufruire tutti i cittadini.

Giardini ed energia pulita
Edifici trasparenti, tra i quali si infila il vento e fluisce l'aria e la luce, coronati, circondati dal verde e che sulle facciate, interamente a vetri, riflettono, dall'alba al tramonto, i mutevoli colori del cielo con i quali si fondono e si confondono.

Sono 3.300 i metri quadrati previsti di aree a bosco e 7000 metri quadrati di giardino pensile. Completano il paesaggio le pavimentazioni delle piazze e delle promenades, realizzate con materiali provenienti dalle cave delle montagne lombarde tra cui la Beola Dorata della Val Malenco. Il progetto della nuova sede, che prevede l'utilizzo di tecnologie innovative e all'avanguardia, punta al massimo risparmio energetico e a un profilo di alta sostenibilità ambientale.
Mediante l'utilizzo di pompe di calore tutta l'energia termica necessaria al riscaldamento degli edifici è ottenuta dal riscaldamento dell'acqua di falda pompata in pozzi sotterranei e poi scaricata nel canale della Martesana. Infine, una parte dell'energia elettrica consumata dagli edifici è prodotta dai pannelli fotovoltaici collocati sulle due facciate trasversali della torre e inseriti nella copertura della piazza interna.

Il Palazzo Pirelli, la Villa Reale di Monza e l'Altra Sede formeranno la Casa della Regione
"Con questo progetto", ha spiegato Formigoni, "si completa l'immagine della casa della Regione Lombardia come complesso organico e articolato che comprende: il restaurato grattacielo Pirelli, vanto dell'architettura moderna, che continuerà a essere un perno simbolico del sistema, aperto a nuove funzioni non solo istituzionali; la Villa Reale di Monza, come eredità del passato e sede di rappresentanza; e il nuovo complesso di edifici, che costituirà lo snodo contemporaneo di legame con la storia e di rilancio verso il futuro". Formigoni ha poi ricordato che da 500 anni non veniva costruito in Lombardia un palazzo pubblico di rilievo non solo architettonico, ma urbanistico, capace di leggere la nuova fisionomia di Milano come perno di un sistema policentrico di città, punta emergente di quella che è stata definita la città diffusa.
Sito: Regione Lombardia
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venerdì 5 marzo 2010

L'Arte a Milano con un nuovo edificio

La 'Torre delle arti' che sorgerà in via Principe Eugenio a Milano, al posto degli uffici della ex Montedison, può essere definita come una «scultura architettonica».

Il progetto, commissionato dal gruppo finanziario australiano Babcock Brown allo studio Archea, prevede un edificio di 94 metri che si avvolge su se stesso, offrendo su ogni lato una vista prospettica diversa, come fossero quattro torri che si articolano attorno a un corpo centrale. Gli arredi interni degli spazi comuni, dell'atrio, del ristorante sull'attico e dello spazio benessere, che occuperà tutto il quarto piano, saranno affidati a designer e artisti selezionati da una giuria.

Il progettista Marco Casamonti, vincitore con Archea del concorso nazionale di idee per la torre, spiega che l'edificio ha l'ambizione di essere un contributo all'«immagine della nuova Milano». La novità sta nella scelta di svilupparsi in altezza per dare più spazio al verde. La superficie complessiva è la stessa occupata dai due edifici ex Montedison (20 mila metri quadrati) ma l'assetto verticale consentirà di risparmiare il 58% dell'area che sarà così sfruttata per una piazzetta interna e un giardino.

Sui 24 piani della torre e sui 10 dell'edificio accanto, allineato a quelli preesistenti, sorgeranno 140 appartamenti di pezzatura superiore ai 100 metri quadrati. Il progetto prevede anche la realizzazione di un parcheggio di quattro piani sotterranei, per 315 posti.

I rivestimenti, secondo la tradizione milanese, verranno realizzati in pietra, mentre la superficie caratterizzata dalle scanalature sarà in ceramica smaltata. Il tetto di due delle torri che arrivano in alto ospiterà inoltre una zona verde, riprendendo, anche qui, la tradizione dei giardini pensili milanesi.

A terra lo spazio previsto avrà il sapore degli slarghi e delle piazzette della città storica con la presenza di quattro piccoli negozi di vicinato, un caffè, uno sportello bancario, così da non ledere le attività dei commercianti del quartiere e costituire un servizio per gli abitanti della nuova torre. Un ascensore collegherà inoltre il caffé della piazzetta con la punta più alta della torre, dove si potrà ammirare lo skyline della città di Milano mentre un sistema di vigilanza fornito da Babcock & Brown garantirà la sicurezza nella piazza che sarà aperta notte e giorno. L’edificio è stato studiato anche dal punto di vista della sua illuminazione e quindi della sua visione notturna garantita da un a fotocellula crepuscolare che accende l’illuminazione esterna al calare della luce solare cosicché la torre possa divenire un landmark in grado di valorizzare il ruolo e la presenza del quartiere nella città.

I lavori di costruzione cominceranno a settembre una volta terminata la demolizione dell’edificio esistente e si concluderanno in tre anni.
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