Bellissimo video realizzato dall'utente Mizuno002
Girovagando per internet ho trovato questo bellissimo montaggio video, che consente di vedere l'incredibile lavoro che si sta svolgendo nell'area Garibaldi per il progetto Porta Nuova.
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venerdì 7 maggio 2010
mercoledì 5 maggio 2010
Corso Buenos Aires in passerella
Una doppia passerella pensile caratterizza il Corso Buenos Aires separando il flusso automobilistico dal percorso pedonale.

Un progetto proposto per la via commerciale di Milano Corso Buenos Aires che non verrà mai realizzata, ma molte interessante dal punto di vista progettuale.
Le città mercato assediano dalle loro postazioni periferiche la metropoli, un tempo unico centro commerciale della regione, filtrando e captando il flusso dei consumatori e dei “ bisognosi di urbano ”, provenienti dall ' hinterland. Corso Buenos Aires, forte della sua posizione e di 1,5 Km di vetrine, ha svolto per anni nel contesto cittadino un ruolo di indiscusso predominio sulle altre aree commerciali milanesi. La tendenza delle suddette alla specializzazione ha concentrato all'interno della cerchia dei navigli e lungo l ' asse Magenta - Vercelli il commercio d ' élite. Tutto il resto, dimensionalmente rilevante, è conteso tra le città mercato ed i corsi commerciali della città. Da ciò la necessità per il sistema Corso Buenos Aires di riorganizzarsi associando alla sua dimensione incomparabile nuovi caratterizzanti percorsi pedonali e luoghi di sosta, necessariamente separati e non più in conflitto con il flusso automobilistico ed, aspetto non trascurabile, un incremento importante di parcheggi. L ' idea di progetto è una doppia passerella, da Piazza Oberdan a Piazza Argentina, che scavalchi tutte le vie trasversali, con scambi di percorso in corrispondenza dei tre incroci più importanti e facilmente accessibile con scale (anche mobili) ed ascensori per disabili. Ciò permetterà: 1) un percorso continuo coperto a quota strada; 2) 250 nuovi posti macchina; 3) un percorso continuo pensile, a livello del primo piano degli edifici, con luoghi di sosta e spazi all'aperto per gli esercizi commerciali (bar, fast - food, esposizioni di merce, ecc.); 4) progressiva riqualificazione degli spazi costruiti del primo piano degli stabili (in parte già accorpati agli spazi commerciali di quota strada).
http://www.dibaio.com/
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Un progetto proposto per la via commerciale di Milano Corso Buenos Aires che non verrà mai realizzata, ma molte interessante dal punto di vista progettuale.
Le città mercato assediano dalle loro postazioni periferiche la metropoli, un tempo unico centro commerciale della regione, filtrando e captando il flusso dei consumatori e dei “ bisognosi di urbano ”, provenienti dall ' hinterland. Corso Buenos Aires, forte della sua posizione e di 1,5 Km di vetrine, ha svolto per anni nel contesto cittadino un ruolo di indiscusso predominio sulle altre aree commerciali milanesi. La tendenza delle suddette alla specializzazione ha concentrato all'interno della cerchia dei navigli e lungo l ' asse Magenta - Vercelli il commercio d ' élite. Tutto il resto, dimensionalmente rilevante, è conteso tra le città mercato ed i corsi commerciali della città. Da ciò la necessità per il sistema Corso Buenos Aires di riorganizzarsi associando alla sua dimensione incomparabile nuovi caratterizzanti percorsi pedonali e luoghi di sosta, necessariamente separati e non più in conflitto con il flusso automobilistico ed, aspetto non trascurabile, un incremento importante di parcheggi. L ' idea di progetto è una doppia passerella, da Piazza Oberdan a Piazza Argentina, che scavalchi tutte le vie trasversali, con scambi di percorso in corrispondenza dei tre incroci più importanti e facilmente accessibile con scale (anche mobili) ed ascensori per disabili. Ciò permetterà: 1) un percorso continuo coperto a quota strada; 2) 250 nuovi posti macchina; 3) un percorso continuo pensile, a livello del primo piano degli edifici, con luoghi di sosta e spazi all'aperto per gli esercizi commerciali (bar, fast - food, esposizioni di merce, ecc.); 4) progressiva riqualificazione degli spazi costruiti del primo piano degli stabili (in parte già accorpati agli spazi commerciali di quota strada).
http://www.dibaio.com/
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Navigli, isola pedonale rimandata
Partirà da metà giugno. Lettera dei comitati al sindaco: «Viviamo in trappola» De Corato: Ztl all’Arco Pace

Una lettera di tutti i comitati di quartiere al sindaco Moratti, protocollata in mattinata: «L’amministrazione deve intervenire in maniera efficace per impedire i gravi danni alla vita, al riposo e alla salute subiti da chi è assediato dalla movida». E un’assemblea di fuoco, in serata, dei residenti sulla Ripa di Porta Ticinese: «Troppi disagi dall’isola pedonale estiva, siamo schiacciati dai locali che non rispettano le regole». Non basta la pioggia ad allontanare le polemiche sulla Milano di notte, la città dei conflitti sul divertimento e sul rumore. Giovedì, in Comune, gli assessori alla partita (Rizzi, De Corato e Massari) cercheranno un accordo con l’Unione del commercio sul blocco al traffico estivo sui Navigli.
L’ipotesi: isola pedonale accorciata di un mese rispetto al 2009, dall’11 giugno a settembre (più tre weekend tra fine maggio e inizio giugno) e orari più corti (dalle 20 alle 2 di notte). I gestori dei locali non si accontentano («Troppo penalizzati») e per il motivo opposto s’infuriano i residenti («Viviamo in trappola»). La stagione delle proteste è cominciata. Il segnale arriva dal coordinamento del Comitati che chiede «un incontro personale e diretto» al sindaco: «Serve un punto di equilibrio fra la libertà di divertimento e il rispetto della salute dei residenti» dall’Arco della Pace alle Colonne di San Lorenzo, da corso Como a corso Garibaldi, dai Navigli a via Valtellina, lì dove si concentrano i bar, gli happy hour lunghi, i discopub. L’opposizione in consiglio ha messo all’ordine del giorno una proposta sulla movida: «Controlli Arpa sull’impatto acustico dei locali notturni; distanze di sicurezza da palazzi, chiese e case di riposo; divieto di alcol dopo mezzanotte».
Il vicesindaco Riccardo De Corato, intanto, ha firmato ieri la delibera per l’istituzione della Zona a traffico limitato serale all’Arco della Pace: «Il blocco al traffico, sperimentale, sarà attivo entro fine mese, tutti i giorni della settimana, festivi compresi, dalle 22 alle 6 del mattino. Tuteliamo i residenti, ma favoriamo anche la possibilità di sosta regolare per gli avventori dei locali». Via Gherardini resterà aperta: c’è un’autorimessa.
Armando Stella
Corriere Milano
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Una lettera di tutti i comitati di quartiere al sindaco Moratti, protocollata in mattinata: «L’amministrazione deve intervenire in maniera efficace per impedire i gravi danni alla vita, al riposo e alla salute subiti da chi è assediato dalla movida». E un’assemblea di fuoco, in serata, dei residenti sulla Ripa di Porta Ticinese: «Troppi disagi dall’isola pedonale estiva, siamo schiacciati dai locali che non rispettano le regole». Non basta la pioggia ad allontanare le polemiche sulla Milano di notte, la città dei conflitti sul divertimento e sul rumore. Giovedì, in Comune, gli assessori alla partita (Rizzi, De Corato e Massari) cercheranno un accordo con l’Unione del commercio sul blocco al traffico estivo sui Navigli.
L’ipotesi: isola pedonale accorciata di un mese rispetto al 2009, dall’11 giugno a settembre (più tre weekend tra fine maggio e inizio giugno) e orari più corti (dalle 20 alle 2 di notte). I gestori dei locali non si accontentano («Troppo penalizzati») e per il motivo opposto s’infuriano i residenti («Viviamo in trappola»). La stagione delle proteste è cominciata. Il segnale arriva dal coordinamento del Comitati che chiede «un incontro personale e diretto» al sindaco: «Serve un punto di equilibrio fra la libertà di divertimento e il rispetto della salute dei residenti» dall’Arco della Pace alle Colonne di San Lorenzo, da corso Como a corso Garibaldi, dai Navigli a via Valtellina, lì dove si concentrano i bar, gli happy hour lunghi, i discopub. L’opposizione in consiglio ha messo all’ordine del giorno una proposta sulla movida: «Controlli Arpa sull’impatto acustico dei locali notturni; distanze di sicurezza da palazzi, chiese e case di riposo; divieto di alcol dopo mezzanotte».
Il vicesindaco Riccardo De Corato, intanto, ha firmato ieri la delibera per l’istituzione della Zona a traffico limitato serale all’Arco della Pace: «Il blocco al traffico, sperimentale, sarà attivo entro fine mese, tutti i giorni della settimana, festivi compresi, dalle 22 alle 6 del mattino. Tuteliamo i residenti, ma favoriamo anche la possibilità di sosta regolare per gli avventori dei locali». Via Gherardini resterà aperta: c’è un’autorimessa.
Armando Stella
Corriere Milano
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martedì 4 maggio 2010
Castello Sforzesco, al via 5 anni di restauri
«Sarà pronto per l’Expo»
E' partito il restauro: nuovi servizi, info point e bookshop, un caffè déhor e un ristorante panoramico

Entrando dalla porta principale, sotto la Torre del Filarete, poi a sinistra, in fondo, il cancello è sbarrato perché c’è una rinascita in corso. Da ieri, e per i prossimi cinque anni, il Castello Sforzesco è una fortezza in restauro: i lavori sono iniziati dalla Cortina di Santo Spirito, col recupero di tetto e facciate, prima fase di un intervento complessivo di restyling che vuole «restituire alla città un gioiello rinnovato all’appuntamento con Expo». La rivoluzione è profonda: nuovi servizi, info point e bookshop; un caffè déhor e un ristorante panoramico; l’ex ospedale spagnolo trasformato in sala conferenze; ricostruzione del Rivellino; riallestimento della Raccolta Bertarelli e delle sale museali. L’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, saluta i cantieri con soddisfazione: «Entro quest’estate avvieremo anche il restauro della Cortina Sud, della Rocchetta e della Corte Ducale».
Rispetto agli annunci di partenza siamo in ritardo di otto mesi, ma ci siamo. Ieri si sono visti gli operai e venerdì sarà approvato in giunta il progetto di rifacimento dell’ospedale, l’edificio più «delicato e degradato », ma anche quello che «può riservare sorprese». Il direttore delle Collezioni civiche, un «emozionato» Claudio Salsi, ricorda che «gl’interni non furono riqualificati dal Beltrami tra fine Ottocento e inizio Novecento. Sulle pareti resistono le decorazioni reali e gli stemmi familiari dei Guevara, dei Guzman, dei Padilla e dei Mendoza, le quattro casate d’epoca spagnola. Il restauro potrebbe far affiorare altri dipinti murari cinquecenteschi». L’allestimento della sala convegni è stato appena definito: il pavimento di vetro sarà appoggiato sulla superficie originale, i cablaggi saranno annegati nella sabbia, «innovazione e rispetto della storia».
La rigenerazione del Castello ha due ideologi: l’architetto inglese David Chipperfield e l’italiano Michele De Lucchi, vincitori del concorso internazionale del Comune per la progettazione del «Museo dei musei». La Fondazione Cariplo ci mette gran parte dei fondi, circa 26 milioni di euro, mentre Palazzo Marino finanzia gli interventi di recupero conservativo (12 milioni di euro). Il punto di partenza è un’autocritica: «Il Castello, oggi, è inospitale. Va integrato meglio nella città, avvicinato al pubblico». È un lavoro complesso, ha spiegato De Lucchi, «richiede rispetto della storia, discrezione, ma anche senso della contemporaneità». Equilibrio, ecco. La sintesi che Chipperfield ha cercato nella reinterpretazione del Rivellino di Santo Spirito, l’unico «ampliamento murario» dai tempi del Beltrami, ipotesi già approvata dalla Soprintendenza: nel rudere saranno ricavati un nuovo ingresso turistico, sale espositive sulla storia militare di Milano e un ponte di collegamento alle merlate.
«L’amministrazione dedica oltre il 20 per cento del bilancio complessivo alla cultura — commenta l’assessore Simini —. C’è grande attenzione ai gioielli della città». La Biblioteca d’arte, le collezioni fotografiche e le raccolte extraeuropee del Castello traslocheranno dallo Sforzesco quando sarà completata nella Città delle culture disegnata sempre da Chipperfield nell’ex Ansaldo di via Bergognone: il cantiere della Babele d’arte è aperto, dovrebbe concludersi nel 2011, ma i fondi del Comune coprono solo la prima parte dei lavori.
Corriere Milano
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E' partito il restauro: nuovi servizi, info point e bookshop, un caffè déhor e un ristorante panoramico

Entrando dalla porta principale, sotto la Torre del Filarete, poi a sinistra, in fondo, il cancello è sbarrato perché c’è una rinascita in corso. Da ieri, e per i prossimi cinque anni, il Castello Sforzesco è una fortezza in restauro: i lavori sono iniziati dalla Cortina di Santo Spirito, col recupero di tetto e facciate, prima fase di un intervento complessivo di restyling che vuole «restituire alla città un gioiello rinnovato all’appuntamento con Expo». La rivoluzione è profonda: nuovi servizi, info point e bookshop; un caffè déhor e un ristorante panoramico; l’ex ospedale spagnolo trasformato in sala conferenze; ricostruzione del Rivellino; riallestimento della Raccolta Bertarelli e delle sale museali. L’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, saluta i cantieri con soddisfazione: «Entro quest’estate avvieremo anche il restauro della Cortina Sud, della Rocchetta e della Corte Ducale».
Rispetto agli annunci di partenza siamo in ritardo di otto mesi, ma ci siamo. Ieri si sono visti gli operai e venerdì sarà approvato in giunta il progetto di rifacimento dell’ospedale, l’edificio più «delicato e degradato », ma anche quello che «può riservare sorprese». Il direttore delle Collezioni civiche, un «emozionato» Claudio Salsi, ricorda che «gl’interni non furono riqualificati dal Beltrami tra fine Ottocento e inizio Novecento. Sulle pareti resistono le decorazioni reali e gli stemmi familiari dei Guevara, dei Guzman, dei Padilla e dei Mendoza, le quattro casate d’epoca spagnola. Il restauro potrebbe far affiorare altri dipinti murari cinquecenteschi». L’allestimento della sala convegni è stato appena definito: il pavimento di vetro sarà appoggiato sulla superficie originale, i cablaggi saranno annegati nella sabbia, «innovazione e rispetto della storia».
La rigenerazione del Castello ha due ideologi: l’architetto inglese David Chipperfield e l’italiano Michele De Lucchi, vincitori del concorso internazionale del Comune per la progettazione del «Museo dei musei». La Fondazione Cariplo ci mette gran parte dei fondi, circa 26 milioni di euro, mentre Palazzo Marino finanzia gli interventi di recupero conservativo (12 milioni di euro). Il punto di partenza è un’autocritica: «Il Castello, oggi, è inospitale. Va integrato meglio nella città, avvicinato al pubblico». È un lavoro complesso, ha spiegato De Lucchi, «richiede rispetto della storia, discrezione, ma anche senso della contemporaneità». Equilibrio, ecco. La sintesi che Chipperfield ha cercato nella reinterpretazione del Rivellino di Santo Spirito, l’unico «ampliamento murario» dai tempi del Beltrami, ipotesi già approvata dalla Soprintendenza: nel rudere saranno ricavati un nuovo ingresso turistico, sale espositive sulla storia militare di Milano e un ponte di collegamento alle merlate.
«L’amministrazione dedica oltre il 20 per cento del bilancio complessivo alla cultura — commenta l’assessore Simini —. C’è grande attenzione ai gioielli della città». La Biblioteca d’arte, le collezioni fotografiche e le raccolte extraeuropee del Castello traslocheranno dallo Sforzesco quando sarà completata nella Città delle culture disegnata sempre da Chipperfield nell’ex Ansaldo di via Bergognone: il cantiere della Babele d’arte è aperto, dovrebbe concludersi nel 2011, ma i fondi del Comune coprono solo la prima parte dei lavori.
Corriere Milano
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lunedì 3 maggio 2010
Festival della Biodiversità 2010 a Milano
Due settimane e tre week end ricchi di spettacoli, incontri, buon cibo, mostre, cinema, arte e giochi per approfondire la conoscenza della natura e dello sviluppo sostenibile. 21 maggio- 6 giugno

Biodiversita', conoscerla, difenderla, rispettarla a cominciare da quella sotto casa. Ritorna il Festival della Biodiversita', giunto alla sua quarta edizione, il piu' grande appuntamento culturale, artistico e ludico sulle tematiche ambientali in Italia, che propone piu' di 100 eventi dedicati al tema della tutela della natura a partire dalla metropoli milanese. Dal 21 maggio al 6 giugno 2010 due settimane e tre week end ricchi di spettacoli, incontri, eventi nella natura, buon cibo, mostre, cinema, arte, giochi per le famiglie, per raccontare la ricchezza della natura, nelle sue molteplici varieta' e sfumature, e sensibilizzare alla salvaguardia della biodiversita'.
Una kermesse all'insegna del verde per promuovere la conoscenza dello sviluppo sostenibile e della natura coinvolgendo non soli gli addetti ai lavori. Ce n'e' per tutti i gusti e tutte le eta': iniziative ludiche e scientifiche si intrecciano rivolgendosi ad esperti, studiosi, imprenditori e agricoltori, ma non solo, parlando ai giovani, ai bambini e alle famiglie, attraverso manifestazioni e momenti di varia tipologia, utilizzando un linguaggio in grado di trovare la giusta alchimia tra divertimento e scienza.
Tanti modi di stare insieme all'aria aperta e familiarizzare con la Natura per scoprire che anche in citta' pulsa un mondo verde che va difeso, vissuto e ''gustato''.
http://www.festivalbiodiversita.it/
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Biodiversita', conoscerla, difenderla, rispettarla a cominciare da quella sotto casa. Ritorna il Festival della Biodiversita', giunto alla sua quarta edizione, il piu' grande appuntamento culturale, artistico e ludico sulle tematiche ambientali in Italia, che propone piu' di 100 eventi dedicati al tema della tutela della natura a partire dalla metropoli milanese. Dal 21 maggio al 6 giugno 2010 due settimane e tre week end ricchi di spettacoli, incontri, eventi nella natura, buon cibo, mostre, cinema, arte, giochi per le famiglie, per raccontare la ricchezza della natura, nelle sue molteplici varieta' e sfumature, e sensibilizzare alla salvaguardia della biodiversita'.
Una kermesse all'insegna del verde per promuovere la conoscenza dello sviluppo sostenibile e della natura coinvolgendo non soli gli addetti ai lavori. Ce n'e' per tutti i gusti e tutte le eta': iniziative ludiche e scientifiche si intrecciano rivolgendosi ad esperti, studiosi, imprenditori e agricoltori, ma non solo, parlando ai giovani, ai bambini e alle famiglie, attraverso manifestazioni e momenti di varia tipologia, utilizzando un linguaggio in grado di trovare la giusta alchimia tra divertimento e scienza.
Tanti modi di stare insieme all'aria aperta e familiarizzare con la Natura per scoprire che anche in citta' pulsa un mondo verde che va difeso, vissuto e ''gustato''.
http://www.festivalbiodiversita.it/
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Droga e alcol al Mayday, 15 ricoveri
L’accusa del Comune: è stato un rave
In centomila al corteo che si è concluso al Castello con un concerto. De Corato: un’offesa alla città

Cinquantadue interventi del soccorso medico, quindici ragazzi ricoverati dopo malori legati all’assunzione di droga e alcol, un ventenne che
indossava una maglietta con la scritta «Casa Pound» malmenato e, per finire, 18 mila euro di spesa per ripulire la zona.
È il bilancio della Mayday Parade, la manifestazione che si è conclusa con un concerto sabato notte in zona Castello, dopo un corteo che si è snodato per le vie del centro. Iniziativa giunta alla decima edizione e promossa dal sindacalismo di base e dai centri sociali, che ha come fine la lotta contro il precariato. Secondo gli organizzatori, al corteo hanno partecipato centomila persone.
Ma a puntare il dito contro la manifestazione, sono i dati resi noti dal vicesindaco, Riccardo De Corato. «La città — ha detto — è stata offesa da imbrattatori ubriachi. Quello andato in scena al Castello è stato un rave». Nell’intera giornata, fino alle 21 di sera, secondo il Comune sono infatti arrivate circa 1300 chiamate di soccorso e sono state inviate 680 ambulanze. Dalle ore 19, poi, secondo il 118, sono giunte un numero considerevole di richieste di soccorso provenienti dall’area attorno al castello Sforzesco. «A causa degli eventi del pomeriggio, della particolarità della popolazione attesa per il concerto e della sua numerosità», ha sottolineato l’Agenzia regionale l’Areu, è stata decretata presso la Centrale Operativa la situazione di «maxiemergenza».
All’altezza di Foro Bonaparte, per fare fronte alla situazione, sono state allestite un posto medico avanzato e un’unità speciale grande emergenze implementazione risorse ospedaliere. A livello numerico, secondo quanto reso noto dal 118, le chiamate durante i cortei cittadini sono state 52, 29 le ambulanze inviate. Nella serata al Castello, invece, 25 le persone visitate presso il posto medico avanzato, 15 quelle inviate al Policlinico.
Quaranta dipendenti dell’Amsa sono rimasti impegnati fino alla tarda mattinata di ieri per restituire il decoro alle aree di passaggio del corteo. In particolare, via Torino e la zona del Castello dove i partecipanti del Mayday parade hanno abbandonato bottiglie e rifiuti di ogni tipo. L’intervento di pulizia ha avuto un costo che è stato stimato in circa 18mila euro.
Repubblica milano
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In centomila al corteo che si è concluso al Castello con un concerto. De Corato: un’offesa alla città
Cinquantadue interventi del soccorso medico, quindici ragazzi ricoverati dopo malori legati all’assunzione di droga e alcol, un ventenne che
indossava una maglietta con la scritta «Casa Pound» malmenato e, per finire, 18 mila euro di spesa per ripulire la zona.
È il bilancio della Mayday Parade, la manifestazione che si è conclusa con un concerto sabato notte in zona Castello, dopo un corteo che si è snodato per le vie del centro. Iniziativa giunta alla decima edizione e promossa dal sindacalismo di base e dai centri sociali, che ha come fine la lotta contro il precariato. Secondo gli organizzatori, al corteo hanno partecipato centomila persone.
Ma a puntare il dito contro la manifestazione, sono i dati resi noti dal vicesindaco, Riccardo De Corato. «La città — ha detto — è stata offesa da imbrattatori ubriachi. Quello andato in scena al Castello è stato un rave». Nell’intera giornata, fino alle 21 di sera, secondo il Comune sono infatti arrivate circa 1300 chiamate di soccorso e sono state inviate 680 ambulanze. Dalle ore 19, poi, secondo il 118, sono giunte un numero considerevole di richieste di soccorso provenienti dall’area attorno al castello Sforzesco. «A causa degli eventi del pomeriggio, della particolarità della popolazione attesa per il concerto e della sua numerosità», ha sottolineato l’Agenzia regionale l’Areu, è stata decretata presso la Centrale Operativa la situazione di «maxiemergenza».
All’altezza di Foro Bonaparte, per fare fronte alla situazione, sono state allestite un posto medico avanzato e un’unità speciale grande emergenze implementazione risorse ospedaliere. A livello numerico, secondo quanto reso noto dal 118, le chiamate durante i cortei cittadini sono state 52, 29 le ambulanze inviate. Nella serata al Castello, invece, 25 le persone visitate presso il posto medico avanzato, 15 quelle inviate al Policlinico.
Quaranta dipendenti dell’Amsa sono rimasti impegnati fino alla tarda mattinata di ieri per restituire il decoro alle aree di passaggio del corteo. In particolare, via Torino e la zona del Castello dove i partecipanti del Mayday parade hanno abbandonato bottiglie e rifiuti di ogni tipo. L’intervento di pulizia ha avuto un costo che è stato stimato in circa 18mila euro.
Repubblica milano
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sabato 1 maggio 2010
Alla Darsena ruspe e spazzini
Il sindaco: «È finito un incubo»

«É un giornata storica». Di più. «Per me è finito un incubo, era un’angoscia vedere l’area ridotta così». Il sindaco fa doppia festa sui Navigli. Arriva alle dieci del mattino e dopo quattro anni riprende in mano le «chiavi» della Darsena, dopo una battaglia legale con i concessionari che dovevano realizzare il maxi-parcheggio. Fa un veloce sopralluogo con l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini mentre i mezzi dell’Amsa iniziano a ripulire (e vanno avanti fino alle otto di sera) l’area trasformata nel tempo in una discarica a cielo aperto. A mezzogiorno inaugura qualche centinaio di metri più in là, lungo il Naviglio Grande a NavigaMi, che segna il ritorno dopo cinquant’anni di un salone nautico a Milano. Cinquanta barche ancorate lungo il canale che si trasforma fino a domani in un porto in città.
«Finalmente - sottolinea Letizia Moratti - dopo anni di attesa il concessionario», presente ieri mattina, «ci ha riconsegnato la proprietà della Darsena, sono felicissima perchè ora possiamo pulirla e riqualificarla». Si può parlare del futuro, anche se precisa che «stiamo valutando le ipotesi con la sovrintendenza, ci sono resti archeologici che andranno restaurati e valorizzati, sarà una zona fruibile per i cittadini con verde e possibilmente con acqua almeno per una parte. Mi piacerebbe che fosse visibile anche il fondo ligneo originale». Ma non si sbilancia sui costi del restyling, «investiremo quello che sarà necessario, assicuro che tornerà presto alla bellezza e al decoro che merita».
Lo scorso 16 ottobre il Comune aveva disposto la decadenza del contratto stretto nel 2004 con Progetto Darsena spa, che doveva realizzare il silos fermato prima dalle indagini archeologiche («ma il concessionario non ha mai consegnato i rilievi alla sovrintendenza» fa sapere Simini) e poi dai ricorsi. Al Tar della Lombardia lo aveva presentato anche la società, per sospendere l’atto di Palazzo Marino, ma la scorsa settimana i giudici lo hanno respinto e ieri l’area è stata formalmente restituita al sindaco. In un mese i tecnici di Metropolitana Milanese faranno gli accertamenti per verificare lo stato delle sponde e del fondale, dopodichè il Comune potrà decidere se rimettere l’acqua nel bacino o trasformarlo in un’area verde con servizi per i residenti e i bambini. «Procederemo gradualmente» precisa il sindaco. Su tutta l’area intanto sarà previsto un piano di illuminazione inizialmente per metterla in sicurezza e quando partirà il restyling per creare anche soluzioni scenografiche. La parte che confina con viale Gorizia la prossima settimana verrà ricoperta di terra in modo da piantare subito alberi e vegetazione.
La riconquista della Darsena viene festeggiata quindi insieme al ritorno del salone nautico a Milano. Fiore all’occhiello, lo scafo di «Azzurra», vincitrice nel 1983 della America’s Cup, ormeggiato lungo il Naviglio Grande accanto a imbarcazioni fino a 12 metri. L’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Cattaneo ricorda che la Lombardia conta «seimila chilometri di coste interne e 183 porti, riscopriamo la vocazione della nostra regione alla navigazione e l'importanza delle vie d'acqua, anche in vista dell'appuntamento con l'Expo 2015, quando verrà riaperta l'idrovia Locarno-Milano-Venezia».
Il Giornale
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«É un giornata storica». Di più. «Per me è finito un incubo, era un’angoscia vedere l’area ridotta così». Il sindaco fa doppia festa sui Navigli. Arriva alle dieci del mattino e dopo quattro anni riprende in mano le «chiavi» della Darsena, dopo una battaglia legale con i concessionari che dovevano realizzare il maxi-parcheggio. Fa un veloce sopralluogo con l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini mentre i mezzi dell’Amsa iniziano a ripulire (e vanno avanti fino alle otto di sera) l’area trasformata nel tempo in una discarica a cielo aperto. A mezzogiorno inaugura qualche centinaio di metri più in là, lungo il Naviglio Grande a NavigaMi, che segna il ritorno dopo cinquant’anni di un salone nautico a Milano. Cinquanta barche ancorate lungo il canale che si trasforma fino a domani in un porto in città.
«Finalmente - sottolinea Letizia Moratti - dopo anni di attesa il concessionario», presente ieri mattina, «ci ha riconsegnato la proprietà della Darsena, sono felicissima perchè ora possiamo pulirla e riqualificarla». Si può parlare del futuro, anche se precisa che «stiamo valutando le ipotesi con la sovrintendenza, ci sono resti archeologici che andranno restaurati e valorizzati, sarà una zona fruibile per i cittadini con verde e possibilmente con acqua almeno per una parte. Mi piacerebbe che fosse visibile anche il fondo ligneo originale». Ma non si sbilancia sui costi del restyling, «investiremo quello che sarà necessario, assicuro che tornerà presto alla bellezza e al decoro che merita».
Lo scorso 16 ottobre il Comune aveva disposto la decadenza del contratto stretto nel 2004 con Progetto Darsena spa, che doveva realizzare il silos fermato prima dalle indagini archeologiche («ma il concessionario non ha mai consegnato i rilievi alla sovrintendenza» fa sapere Simini) e poi dai ricorsi. Al Tar della Lombardia lo aveva presentato anche la società, per sospendere l’atto di Palazzo Marino, ma la scorsa settimana i giudici lo hanno respinto e ieri l’area è stata formalmente restituita al sindaco. In un mese i tecnici di Metropolitana Milanese faranno gli accertamenti per verificare lo stato delle sponde e del fondale, dopodichè il Comune potrà decidere se rimettere l’acqua nel bacino o trasformarlo in un’area verde con servizi per i residenti e i bambini. «Procederemo gradualmente» precisa il sindaco. Su tutta l’area intanto sarà previsto un piano di illuminazione inizialmente per metterla in sicurezza e quando partirà il restyling per creare anche soluzioni scenografiche. La parte che confina con viale Gorizia la prossima settimana verrà ricoperta di terra in modo da piantare subito alberi e vegetazione.
La riconquista della Darsena viene festeggiata quindi insieme al ritorno del salone nautico a Milano. Fiore all’occhiello, lo scafo di «Azzurra», vincitrice nel 1983 della America’s Cup, ormeggiato lungo il Naviglio Grande accanto a imbarcazioni fino a 12 metri. L’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Cattaneo ricorda che la Lombardia conta «seimila chilometri di coste interne e 183 porti, riscopriamo la vocazione della nostra regione alla navigazione e l'importanza delle vie d'acqua, anche in vista dell'appuntamento con l'Expo 2015, quando verrà riaperta l'idrovia Locarno-Milano-Venezia».
Il Giornale
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